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Biblioteca Civica Multimediale Cesare Gasti

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Pubblicazioni

Silvio Bertotto
Settimo operaia e contadina. Popolazione, industria e lotte sociali dall'unità d'italia all'avvento del fascismo

Silvio Bertotto
Settimo Torinese una città in punta di penna. Dai bottoni in osso agli articoli per la scrittura una storia fra artigianato e industria

Silvio Bertotto
Il tempo e le radici. Idee eventi e personaggi nella storia di Settimo Torinese

Silvio Bertotto
I giorni e la storia. Frammenti di vita quotidiana a Settimo Torinese

Silvio Bertotto
I campi e le ciminiere. Società, politica e lavoro in un comune della cintura Torinese. Settimo 1861-1946

P. Aragno, G. Caramellino, A. Monteggia, E.Vassallo
Cascine di Settimo Torinese. Tra il Freidano e la bealera nuova

Silvio Bertotto
Lavorare a Settimo. Mestieri e attività della tradizione

Settimo operaia e contadina Silvio Bertotto (Torna su)
Settimo operaia e contadina. Popolazione, industria e lotte sociali dall'unità d'italia all'avvento del fascismo
Settimo Torinese: Biblioteca Civica "C. Gasti", 1985

Questa ricerca ha preso le mosse dal ritrovamento nell'archivio storico del comune di Settimo Torinese di un mazzo di documenti relativo alle agitazioni sociali e politiche nei primi decenni del Novecento, con particolare riferimento alla sommossa popolare dell'agosto 1917 e agli scioperi del 1920. In massima parte, il piccolo fondo archivistico e' costituito dalla corrispondenza di sindaci e commissari prefettizi con le autorità superiori, le forze dell'ordine, le organizzazioni sindacali e gli industriali settimesi. Inoltre vi è una serie di relazioni ufficiali che documentano l'azione conciliativa del commissario prefettizio Vincenzo Battu' in alcune controversie fra le maestranze degli stabilimenti locali e il padronato. Fui informato dell'esistenza di tale fondo - peraltro già segnalata dal compianto teologo Domenico Caccia in un sommario elenco delle carte conservate nell'archivio comunale di Settimo intorno all'anno 1930 - grazie alla cortesia del geometra Francesco Pietro Bessone, il quale mi fece avere in visione le copie fotostatiche dei documenti. I primi risultati della ricerca vennero presentati alla Societa' Storica Ad Septimum, il 29 agosto 1986, nella sala consiliare del palazzo municipale, durante la tradizionale manifestazione di apertura dei festeggimenti patronali dei Corpi Santi [...]

In seguito [...] per l'approfondimento dello studio ho potuto avvalermi dei documenti custoditi nell'archivio parrocchiale di San Pietro in Vincoli, del quale ho curato il riordino pressoché completo, su incarico del canonico Guglielmo Pistone. Successive integrazioni sono state effettuate dopo un veloce spoglio di una vasta parte delle carte dell'archivio corrente del comune di Settimo.

Nella sua versione più aggiornata, quest'opera si prefigge lo scopo i delineare i principali avvenimenti sociali e politici che hanno caratterizzato oltre sessant'anni di vita settimese, dal'unita' d'Italia all'avvento del fascismo. Si tratta di un periodo storico assai complesso che vede la nascita delle prime attività industriali, un discreto incremento demografico in seguito all'emigrazione dalle campagne e dalle valli piemontesi, la formazione della locale Società Operaia e delle leghe dei lavoratori, sia socialiste sia cattoliche. Lentamente vengono cancellati i caratteri della civiltà contadina del passato e ci si avvia verso un'epoca nuova, ricca di fermenti e di contrasti. E' in questo periodo che vanno ricercate le radici storiche di molti problemi ancora oggi dibattuti e lontani dalla soluzione [...].

Il volume è dedicato ai settimesi di vecchia e nuova data, a quanti hanno a cuore le sorti di questo lembo di terra piemontese posto fra il fiume Po, il Canavese e la citta' di Torino.

[dalla premessa dell'autore]

Settimo torinese una città in punta di pennaSilvio Bertotto (Torna su)
Settimo Torinese una città in punta di penna. Dai bottoni in osso agli articoli per la scrittura una storia fra artigianato e industria
Settimo Torinese: Associazione Amici della Musica Iniziative Culturali, 1991

Questo libro è nato da un incontro con Piero Aragno il quale, nel 1988, dopo l'uscita del volume Settimo operaia e contadina, mi espresse il proprio rammarico perché un ricco patrimonio di cultura, di professionalità e di esperienze umane relative ai primi sviluppi della fabbricazione artigianale della penna fosse in procinto di andare definitivamente perduto con la scomparsa del protagonisti. Il rischio - come ebbi modo di appurare in seguito - era grande poiché il materiale documentario conservato in loco, sia in archivi e biblioteche sia presso aziende e privati, risulta veramente povero. Soltanto nell'ultimo decennio, quintali di documenti, interi campionari, fotografie d'epoca, penne, vecchi utensili da lavoro, cataloghi e manifesti pubblicitari sono finiti nelle discariche. Attualmente molto e' affidato alla memoria di chi ha vissuto in prima persona quelle esperienze di vita e di lavoro. Purtroppo, col trascorrere degli anni - come e' facile capire - le reminiscenze si fanno sempre più confuse, i ricordi si dissolvono nelle nebbie della memoria, finché scompaiono gli stessi testimoni. E i vuoti non possono essere colmati in alcun modo data la carenza di altre fonti. Con l'intento di contribuire a salvare e a valorizzare un patrimonio che si assottiglia giorno dopo giorno, ho acconsentito a porre mano a quest'opera. La ricerca del materiale documentario ha comportato lo spoglio di svariati fondi archivistici, spesso con scarso successo. Ancora più impegnativa è risultata la raccolta delle testimonianze orali - tutte «di prima mano» - dalla viva voce dei protagonisti. Per circa tre anni, accompagnato dall'amico Aragno - di cui e' doveroso sottolineare l'entusiasmo e la totale disponibilità per questa iniziativa - mi sono recato a intervistare tutti coloro che, in qualche modo, con contributi talvolta minimi ma sempre preziosi, potevano essere di aiuto alla realizzazione dell'opera. Poco meno di duecento persone sono state direttamente contattate. Di queste, oltre centottanta hanno accettato di collaborare, fornendo testimonianze e materiale documentario. Fra interviste, dialoghi informali e successive verifiche dei dati, i colloqui con i testimoni assommano a circa cinquecento. Ciò non toglie che svariati problemi risultino tuttora aperti. È altresì evidente che l'uso di fonti orali ha richiesto che venissero affrontate alcune fondamentali questioni di metodo, a proposito delle quali non è possibile, in questa sede, disquisire.

Sulla base della documentazione raccolta, ho cercato di tracciare un profilo storico degli eventi che hanno fatto di Settimo Torinese un importante centro internazionale della penna, cominciando da tempi lontani, quando si lavorava artigianalmente l'osso, per giungere ai primi anni Settanta del nostro secolo. Sono consapevole di avere mancato alle attese sia di chi voleva un libro meramente celebrativo sia di chi avrebbe preferito una bella raccolta di aneddoti e di cronache paesane, all'insegna di quel «come eravamo» un po' di maniera, ma tanto in voga oggi. Delle scelte fatte, non posso affermare di essere pentito.

A tutti coloro che hanno accettato di incontrarmi, rispondendo con pazienza alle mie domande, sottoponendosi talvolta a sforzi di memoria, discutendo e ridiscutendo con me idee, fatti e ipotesi; a chi ha rovistato in cantina alla ricerca di una vecchia penna o di un documento; a chi si è adoperato in vario modo affinché l'opera potesse risultare meno lacunosa; a chi ha voluto incoraggiarmi a proseguire nonostante gli ostacoli, vanno i miei ringraziamenti, uniti a quelli di Piero Aragno che mi è stato vicino in questa impresa.

A motivo di una ritrosia tipicamente piemontese, alcune persone hanno chiesto di non essere menzionate fra i testimoni. Anche se a malincuore e soltanto per una forma di correttezza e di rispetto umano a cui non mi sono mai sottratto, ho rispettato la loro volontà. L'unico vero rammarico nasce dalla constatazione che almeno sei dei miei testimoni non potranno ritrovarsi nelle pagine di questo libro, essendo nel frattempo salite a ricevere la ricompensa per un'intera vita di lavoro e di sacrifici. Purtroppo le ricerche e la stesura del testo hanno richiesto tempi lunghi.

Poiché il volume è destinato ad avere una certa diffusione all'estero, dove numerosi sono gli operatori del settore che fanno capo all'industria settimese della penna, ogni capitolo è preceduto da un breve riassunto in inglese. Anche le didascalie delle illustrazioni sono state redatte in doppia lingua.

Solo se l'opera riuscira' ad offrire stimoli per ulteriori studi, discussioni e approfondimenti, ridestando interesse per la custodia e la valorizzazione del materiale documentario ancora esistente, si potrà dire che essa avrà pienamente conseguito gli obiettivi in funzione dei quali è stata realizzata

[dall'introduzione dell'autore]

Il tempo e le radiciSilvio Bertotto (Torna su)
Il tempo e le radici. Idee eventi e personaggi nella storia di Settimo Torinese
Città di Settimo Torinese: Biblioteca Civica "C. Gasti", 1988

Il tempo e le radici si rivolge principalmente - anche se non esclusivamente - agli alunni e agli insegnanti della scuola dell'obbligo. Da tempo si lamentava la mancanza di un testo divulgativo, alieno da preoccupazioni erudite, ma abbastanza documentato e aggiornato, per le ricerche scolastiche sul territorio e la città di Settimo Torinese. Una tale esigenza si avvertiva pure fra gli allievi dei corsi di storia piemontese della locale sezione dell'Università della Terza Età. Come moltissime opere di sintesi, Il tempo e le radici, presenta evidenti limiti poiché è arduo condensare venti secoli di storia, cultura, tradizioni sociali, produttive e religiose in un semplice volumetto. Necessariamente si impone una drastica scelta fra ciò che si ritiene indispensabile a illustrare l'esperienza umana nel tempo e ciò che pare meno significativo. Sempre in agguato è il pericolo di semplificare eccessivamente le cose e di svilire il carattere complesso e problematico che è proprio della storia.

Benché articolata secondo temi specifici, la materia viene esposta come un tutto unico e continuo, al fine di trasmettere la sensazione del cambiamento attraverso il tempo e dell'interdipendenza fra gli eventi. Ovviamente compaiono quei riferimenti che consentono di collegare, senza troppe difficoltà, le vicende locali alla storia del Piemonte e dell'Italia. La suddivisione dei capitoli si attiene agli argomenti che con maggiore frequenza sono oggetto di ricerche scolastiche.

Il tempo e le radici, dunque, vuole essere un libro divulgativo. In tale contesto è parso inutile appesantire la narrazone con un apparato di note a piè di pagina. Ciò non toglie che il testo sia stato redatto sulla base di una ricca documentazione d'archivio. Il lettore non tarderà ad accorgersi che buona oparte delle notizie riportate è inedita o quasi: troppi argomenti di interesse storico locale, infatti, non sono mai stati trattati compiutamente.

Un doveroso ringraziamento va a tutti coloro che si sono adoperati affinchè questa pubblicazione vedesse la luce, in particolare alla dottoressa Carola Picchetto, al dottor Eugenio Pintore, alla signora Maria Teresa Gianotti e a tutto il personale della Biblioteca civica di Settimo Torinese.

[dalla premessa dell'autore]

I giorni e la storiaSilvio Bertotto (Torna su)
I giorni e la storia. Frammenti di vita quotidiana a Settimo Torinese
Illustrato dagli alunni della scuola media "Piero Gobetti" di Settimo
Settimo Torinese: Centro studi settimesi, 1994

Con I giorni e la storia, una nuova opera sulle radici storiche della nostra citta si aggiunge a quelle che hanno visto la luce negli ultimi tempi, a conferma di un sempre nuovo interesse per le vicende, la cultura e le tradizioni sociali della gente di Settimo Torinese. Senza inutili orpelli retorici, Silvio Bertotto accompagna il lettore in un piacevole viaggio nel passato della città, scandagliando gli avvenimenti storici, soffermandosi sulle trasformazioni urbanistiche, discorrendo di toponomastica e di feste popolari, di immigrazione e di testimonianze d'arte, cercando di rintracciare fra le pieghe della storia i caratteri più autentici di una comunità e del suo divenire. Dalla polvere degli archivi giungono echi di lontane battaglie, di crisi epidemiche, di annosi contrasti, ma anche di slanci collettivi, di emozioni profonde, di umana solidarietà. Si apprendono interessanti notizie sull'agricoltura, le cascine e la pesca, gli edifici di interesse storico, il distrutto castello e il borgo di impianto medioevale, le linee ferroviarie, la caccia ai lupi e le sacre rappresentazioni di Pasqua, le leggende, la gastronomia, i detti popolari, ecc. Si incontrano personaggi famosi (Edmondo de Amicis, Giulia di Barolo, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, Pio VI, Napoleone Bonaparte, persino lo zar Nicola II) e altri sconosciuti (umili fornaciai, pescatori, profughi di guerra, briganti, eremiti, zingari e cosi' via).

Frutto di lunghe e meticolose ricerche d'archivio, opportunamente integrate da fonti orali, I giorni e la storia non solo risponde alle esigenze di chi desidera conoscere meglio il luogo in cui vive da lungo o breve tempo, ma suggerisce spunti di riflessione sull'esperienza umana del passato. A tale proposito mi pare opportuno rilevare lo sforzo dell'autore per inserire - senza forzature o alterazioni - le vicende della comunità di Settimo in un contesto più ampio di quello strettamente locale, individuando nessi e collegamenti con la storia del Piemonte e dell'Italia. Al lettore settimese, Silvio Bertotto offre l'opportunità di guardare alla storia cittadina da una prospettiva che si presenta attraente e ricca di stimoli per ulteriori ricerche.

Il testo è completato e arricchito dai disegni degli alunni di ben nove classi della scuola media "Piero Gobetti" i quali, guidati e sorretti dalle insegnanti, si sono impegnati con entusiasmo e intelligenza in un lavoro tutt'altro che semplice. Interpretando i numerosi episodi della storia locale, i ragazzi hanno dato libero sfogo alla loro fantasia, rivelando acume, capacita' espressive e desiderio di non fermarsi all'esteriorità dei fatti, caratteristiche che i lettori sapranno certamente apprezzare.

Mentre rivolgo, a nome mio e della cittadinanza, una parola di gratitudine all'autore, agli alunni e alle insegnanti della scuola "Piero Gobetti" e a tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa editoriale, auspico che il libro aiuti a capire meglio Settimo Torinese, in un periodo particolarmente delicato della sua storia e della sua crescita.

[dalla presentazione del Sindaco Giovanni Ossola]

I campi e le ciminiereSilvio Bertotto (Torna su)
I campi e le ciminiere. Società, politica e lavoro in un comune della cintura Torinese. Settimo 1861-1946
Torino: Allemandi, 1995

Da tempo l'amministrazione comunale di Settimo Torinese à impegnata, attraverso una pluralità di iniziative, a favorire le esigenze di crescita culturale che emergono da una cittadinanza eterogenea, passata attraverso radicali rivolgimenti e ora in fase di ricomposizione, mossa dalla volontà di scoprirsi un'anima comune, attenta a riflettere su se stessa e sulle ragioni della propria identità. In tale contesto assume significato l'opera di rilettura della storia locale al fine di porre la città in relazione con il proprio passato, facendo emergere quei fattori che hanno concorso a plasmarla, delineandone la struttura e definendone i caratteri nel tempo. In sintesi non si tratta solo di preservare un patrimonio di memorie storiche e di cultura, quanto di sollecitare tutti i cittadini a sentirsi parte viva di una comunità che si è formata nel corso degli anni attraverso processi complessi, meritevoli di indagine e di conoscenza. Quest'ultimo libro di Silvio Bertotto, in massima parte basato su inediti materiali di archivio, giunge opportunamente a colmare una lacuna storiografica, mettendo a fuoco temi di grande interesse per la storia di Settimo Torinese: il trapasso dalla civiltà contadina a quella industriale, la trasformazione delle strutture socioeconomiche tra la fine del secolo scorso e la prima metà del Novecento, la nascita e gli sviluppi del mutualismo operaio e dell'associazionismo popolare, le due guerre mondiali, il fascismo, la lotta di liberazione, ecc. Con rigore logico e chiarezza, Bertotto accompagna il lettore in un lungo viaggio nel passato cittadino, facendogli constatare quanto la storia della comunità si riveli, pagina dopo pagina, sorprendentemente ricca e articolata.

È per tali motivi che sono lieto di presentare questa monografia sulla città. Il mio augurio è che venga letta, in primo luogo, dai settimesi affinché si sentano stimolati a prendere coscienza di cio' che a tutti, singolarmente e collettivamente, appartiene: il senso della storia e del divenire della nostra comunità.

[dalla premessa del Sindaco Giovanni Ossola]

Cascine di Settimo TorineseP. Aragno, G. Caramellino, A. Monteggia, E.Vassallo (Torna su)
Cascine di Settimo Torinese. Tra il Freidano e la bealera nuova
Aosta: Musumeci, 1996

Con questo volume un altro tassello va ad aggiungersi al quadro sempre più ricco dei testi già editi dall'Amministrazione Comunale sulla storia della Città e alle numerose ricerche ancora in corso all'interno di un ampio progetto sulla ricerca storica locale. Quel che gli autori ci presentano è la storia di una comunità, la nostra, che per secoli è stata prevalentemente agricola e in cui le cascine erano i punti nodali della vita economica e sociale. È difficile immaginare che ora la Città sfiora i cinquantamila abitanti, quali fossero i tratti di un paese con un piccolo centro attorno alla piazza ed alla chiesa e circondato per tutta l'estensione del territorio comunale dalle campagne coltivate delle cascine. Ma è di questo che parlano gli autori.

Cascine, ma insieme canali, strade, boschi: il libro offre una panoramica completa, a partire dal medioevo, di un paesaggio di cui oggi non restano che frammenti sparsi su un territorio profondamente mutato, frammenti spesso affidati alle rovine, altre volte solo ai toponimi, ai nomi dei luoghi, che gli autori ricostruiscono con certosina perizia.

Tracce dunque, ma anche presenze vive che continuano a definire una parte significativa dell'identità della nostra Città; le numerose cascine ancora attive, lo apprezziamo ancor di più dopo la lettura del libro, sono il legame vivente, il segno della continuità di generazioni che, sopravvivendo alle trasformazioni inevitabili della storia, hanno saputo conservare nelle campagne vita e lavoro.

Aver riportato lo sguardo su questo universo senza abbandonarsi a bucoliche nostalgie ma con i seri strumenti della ricerca storica è un merito degli autori a cui va il mio personale ringraziamento e quello della Città di Settimo Torinese

[dalla premessa del Sindaco Giovanni Ossola]

Lavorare a SettimoSilvio Bertotto (Torna su)
Lavorare a Settimo. Mestieri e attività della tradizione
Illustrazioni di Giovanni Bianco
Città di Settimo Torinese: Biblioteca Civica "C. Gasti", 1997

Il lavoro segna il corso della storia, determina l'evoluzione della società, ne costituisce elemento fortemente caratterizzante, strettamente connesso con il territorio, con l'ambiente, con l'organizzazione sociale. Una ricerca rivolta all'individuazione delle attività lavorative che, nel corso dei secoli, hanno interessato la nostra città riguarda in realtà la sua stessa evoluzione, le cause che ne hanno prodotto lo sviluppo socio-economico e condizionato la trasformazione, le origini delle sue tradizioni culturali e folkloristiche, riguarda quindi la sua storia, quella storia che si sta cercando di delineare utilizzando tutte le possibili fonti, dalle testimonianze tipiche della tradizione orale ai documenti cartacei, agli oggetti materiali.

Gli appunti di Silvio Bertotto costituiscono scorci interessantissimi, che ci presentano l'evoluzione della società settimese da prevalentemente agricola a fortemente industrializzata, attraverso quelle attività che ne connotano la storia, dalla lavorazione della canapa a quella dell'osso, dalla lavanderia alla tessitura. Ne deriva la trasformazione delle abitudini legate alla vita quotidiana, come pure del tipo di organizzazione sociale.

Si tratta, insomma, di documenti che contribuiscono ad arricchire di particolari anche inediti le importanti testimonianze che già con i precedenti lavori di Bertotto sono state raccolte e pubblicate, particolari che le illustrazioni di Giovanni Bianco gradevolemente impreziosiscono con l'evidenza e la vivacità delle immagini, fornendo alla ricerca storica ulteriori elementi di riflessione e di approfondimento e alla città un'opera piacevolmente divulgativa.

[dall'introduzione dell'Assessore Giuliana Degiorgi]



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